La Mostra dell'Agricoltura di Trento è un appuntamento molto atteso per migliaia di trentini (e non solo) che ogni anno la visitano; il 16 e 17 marzo si è svolta la 73a edizione. Nell'ambito dell'evento "Mangiando s'impara", il pubblico ha potuto gustare, in diversi appuntamenti nei due giorni, molti prodotti del territorio, accompagnati da un commento divulgativo relativo ai cibi magistralmente preparati dall'Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Rovereto. Tra questi, in occasione di una pietanza a base di trota, Filippo Faccenda (Fondazione Mach di S. Michele allìAdige) ha avuto modo di illustrare ai commensali anche gli aspetti del progetto SUSHIN di maggior presa per il pubblico.

Il progetto Sushin inizia a farsi conoscere anche nel mondo scientifico. Infatti la prestigiosa rivista internazionale Aquaculture (pubblicata da Elsevier) ha pubblicato un articolo frutto del lavoro congiunto di alcuni ricercatori nell'ambito del progetto Ager2-Sushin.

L'articolo, firmato a nome di Elisabetta Giorgini, Basilio Randazzo, Giorgia Gioacchini, Gloriana Cardinaletti, Lisa Vaccari, Emilio Tibaldi, Ike Olivotto, si intitola "New insights on the macromolecular building of rainbow trout (O. mykiss) intestine: FTIR Imaging and histological correlative study". E' il frutto del lavoro congiunto svolto dai ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche, dell'Università di Udine e della SISSI Beamline, Elettra - Sincrotrone di Trieste.

 

Di seguito la sintesi del contenuto dell'articolo.

L’intestino dei pesci svolge varie funzioni fisiologiche essenziali e la sua integrità è indispensabile per garantire la crescita ed il benessere dei pesci. Le tecniche di laboratorio proposte per studiare la morfologia e la fisiologia dell’intestino dei pesci sono numerose. Tra queste l’istologia classica rappresenta ad oggi uno degli standard di riferimento. Tuttavia questa tecnica è dispendiosa in termini di tempo e non fornisce informazioni esaustive sulla composizione macromolecolare dei tessuti (zuccheri, proteine, lipidi, acidi nucleici).
Questo articolo propone un nuovo approccio per lo studio dell’intestino dei pesci: la spettroscopia Infrarossa in Trasformata di Fourier (FTIR). Si tratta di una tecnica analitica veloce, che non necessita di colorazioni specifiche, che analizza le transizioni vibrazionali (cioè i cambi di stato energetico) indotte sui tessuti dall’interazione con la radiazione elettromagnetica. Sulla base delle caratteristiche vibrazionali di alcune classi di gruppi funzionali molecolari, e di legami molecolari, l’FTIR permette quindi l’analisi della composizione macromolecolare del tessuto studiato.
Questa nuova tecnica è stata testata sulla trota iridea (O. mykiss), specie importante per l’acquacoltura moderna. Su di essa, per la prima volta, oltre alle tradizionali analisi istologiche, sono state valutate la composizione biochimica e la relativa distribuzione macromolecolare della mucosa intestinale mediante FTIR. Si è dimostrato che i dati spettrali possono essere considerati un complemento alle analisi istologiche tradizionali e saranno pertanto applicati in tutte le attività di ricerca del progetto Sushin.

L'articolo è consultabile gratuitamente sul sito dell'editore fino al 13 settembre 2018.

Silvia Ceschini, Fondazione E. Mach

La Fondazione Mach è coinvolta in un interessante progetto di ricerca triennale Ager denominato Sushin (Sustaninable fish feeds innovative ingredients) che ha lo scopo di individuare nuovi ingredienti da usare nell’alimentazione delle specie ittiche allevate in acquacoltura. In particolare, a San Michele, si terranno esperimenti e prove aziendali sul valore nutritivo dei nuovi mangimi e sulla sicurezza alimentare della trota. [...]

Link all'articolo pubblicato su "La Trota Trentina e il Salmerino Alpino".

Il progetto Sushin è stato presentato al pubblico trentino grazie ad un articolo apparso sulla rivista Terra Trentina. Si tratta di un periodico divulgativo a tiratura locale che si occupa di tecnica, ricerca e sperimentazione nel territorio alpino.

Nell'articolo, a firma di Fernando Lunelli (FEM), ampio spazio è dedicato alle motivazioni che stanno alla base di un progetto di questo tipo. Attualmente i mangimi utilizzati per alimentare i pesci sono ricavati per lo più da specie ittiche che potrebbero essere utilizzate direttamente nell'alimentazione umana. Da qui la necessità di trovare soluzioni alternative più sostenibili. Il progetto SUSHIN si propone di sperimentare l'utilizzo di diversi tipi di mangimi ricavati da ingredienti alternativi, possibilmente derivati da scarti, quali avicoli, biomasse algali, insetti e crostacei. In una prima fase i diversi mangimi saranno sottoposti ad analisi per testare i valori nutrizionali e di biosicurezza. Verificata la loro qualità, verranno somministrati a tre specie ittiche (trota, orata e branzino) e si studieranno le risposte biologiche dei pesci alla loro nuova dieta.

 

PROGETTO SUSHIN: Una nuova dieta per trota, orata e branzino. Fernando Lunelli, "Terra Trentina" (anno LXII, n°1, Gennaio/Aprile 2017), pagina 62

Edizione sfogliabile online qui.

 

 

Nuove diagnostiche basate sulla lettura del DNA per sconfiggere le frodi e diminuire l’uso degli antibiotici negli allevamenti di branzino, trota e orata 

Sarà uno squalo o un pesce spada? Si tratterà davvero di un palombo? Ogni anno arrivano in Europa mille specie ittiche, provenienti da oltre centoventi paesi del mondo. Un numero davvero considerevole, che spesso rende difficile identificare esattamente il pesce che stiamo per scegliere e mangiare. Il mezzo più immediato per conoscerlo meglio è certamente l’etichetta, strumento fondamentale per il consumatore, che deve riportare: il corretto nome del pesce (comune e/o scientifico); l’origine del pesce, intesa sia come metodo di allevamento o di cattura, che in termini di provenienza geografica; informazioni di natura tecnica sui metodi di conservazione e parametri nutrizionali, informazioni utili per preservare il cittadino da alterazioni e frodi.