SUSHIN SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients - Università degli Studi di udine
Francesca Fava, Filippo Faccenda, Giulia Marzorati, Michele Povinelli - Fondazione Edmund Mach
 
I campionamenti per la seconda prova zootecnica del progetto Ager 2-SUSHIN su trota presso l'impianto ittico della Fondazione Edmund Mach (FEM) sono stati eseguiti a fine marzo 2020, ai tempi di chiusura delle attività sperimentali della FEM, in quanto la conclusione della prova zootecnica prevista per il progetto è stata ritenuta da FEM attività "essenziale, inderogabile e improrogabile".
L'inserto di "Scenari", in edicola con il Sole - 24 ore del 23 dicembre 2019, ha come titolo "Realtà eccellenti: l'agricoltura che cambia". Il progetto SUSHIN ha l'onore di figurare tra le eccellenze della ricerca e dell'innovazione in campo agricolo - zootecnico. A pag. 8 dell'inserto si può leggere un'intervista al responsabile di progetto, il prof. Tibaldi dell'Università di Udine, che illustra a grandi linee gli sviluppi del progetto.
 
Qui il link diretto all'intero inserto, disponibile liberamente fino al 22 gennaio.

Patrizia Di Marco, ISPRA - Roma

Nell'ambito del progetto SUSHIN, un gruppo di ricercatori di ISPRA, UniUD e FEM ha presentato i primi risultati sperimentali sui mangimi alternativi per la trota iridea alla Conferenza Aquaculture Europe 2019, che si è svolta a Berlino dal 7 al 10 Ottobre, con un’affluenza di oltre 2.700 partecipanti.

Il contributo scientifico ha riguardato i risultati degli effetti sullo stato fisiologico della trota di nuove diete sperimentali formulate con ingredienti vegetali e combinate con due diversi livelli di inclusione di farina di insetto o da sottoprodotti avicoli.

Basilio Randazzo - Università Politecnica delle Marche, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente
 

La prima fase del progetto SUSHIN volge al termine ed i risultati ottenuti appaiono incoraggianti non solo dal punto di vista zootecnico. In particolare le trote alimentate con mangimi inclusivi di farine di pollo e di insetto hanno mostrato delle performances di crescita paragonabili, se non migliori, rispetto ai mangimi convenzionali. Ma quali indicazioni possiamo ottenere in relazione alla “idoneità” di un mangime ed al benessere di un pesce analizzandone l’apparato digerente? L’intestino dei pesci, come quello di tutti i vertebrati, non è solo coinvolto nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, ma anche nella risposta immunitaria. Il fegato, la sua più importante ghiandola annessa, agisce in prima linea nella detossicazione e nel metabolismo proteico e lipidico.

Emilio Tibaldi - Università di Udine, Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali

Il sommo Alfieri ci perdonerà per l’improprio abuso del suo famoso motto ed Erasmo da Rotterdam pure per quello che, storpiando irrispettosamente il titolo dalla sua maggiore opera, potrebbe dirsi un “elogio della Pollia”, ma dai risultati del progetto Sushin emergono prime indicazioni estremamente lusinghiere sull’impiego delle farine avicole a larga base di sottoprodotti carnei del pollo quali eccellenti ingredienti di una nuova generazione di mangimi per la trota e l’orata.

Francesca Fava, Fondazione Edmund Mach - Centro Ricerca e Innovazione

Uno degli obiettivi di SUSHIN è quello di validare l’utilizzo di proteine di origine non vegetale nella dieta delle specie ittiche allevate, in sostituzione di una parte della componente vegetale, mirando ad un miglioramento della performance di crescita e della salute del pesce e creando una valida alternativa per un mangime più sostenibile. Le proteine vegetali (VEG-MEAL) sono oggi largamente utilizzate nei mangimi per l’acquacoltura, in sostituzione delle proteine di pesce (FISH-MEAL).

Giulia Secci, Giuliana Parisi

Università di Firenze, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA)

Il pesce è un alimento estremamente gradito al consumatore italiano ed è tenuto in grande considerazione sia come “proteina nobile” che come fonte di grassi importanti quali quelli della serie omega-3, come emerso da un primo questionario condotto dal team di ricerca dell’Università di Firenze nell’ambito del progetto SUSHIN. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ne consiglia il consumo per assumere due acidi grassi della serie omega-3 che sono fondamentali per il nostro organismo, l’EPA e il DHA. Questi due acidi grassi, che il pesce accumula nel tessuto muscolare, negli ultimi decenni sono diminuiti soprattutto nelle carni dei pesci allevati a causa della drastica riduzione delle farine e dell’olio di pesce nella loro dieta.

La nostra ricerca: Sushin

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