SUSHIN SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients - Università degli Studi di udine

Il progetto Sushin inizia a farsi conoscere anche nel mondo scientifico. Infatti la prestigiosa rivista internazionale Aquaculture (pubblicata da Elsevier) ha pubblicato un articolo frutto del lavoro congiunto di alcuni ricercatori nell'ambito del progetto Ager2-Sushin.

L'articolo, firmato a nome di Elisabetta Giorgini, Basilio Randazzo, Giorgia Gioacchini, Gloriana Cardinaletti, Lisa Vaccari, Emilio Tibaldi, Ike Olivotto, si intitola "New insights on the macromolecular building of rainbow trout (O. mykiss) intestine: FTIR Imaging and histological correlative study". E' il frutto del lavoro congiunto svolto dai ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche, dell'Università di Udine e della SISSI Beamline, Elettra - Sincrotrone di Trieste.

 

Di seguito la sintesi del contenuto dell'articolo.

L’intestino dei pesci svolge varie funzioni fisiologiche essenziali e la sua integrità è indispensabile per garantire la crescita ed il benessere dei pesci. Le tecniche di laboratorio proposte per studiare la morfologia e la fisiologia dell’intestino dei pesci sono numerose. Tra queste l’istologia classica rappresenta ad oggi uno degli standard di riferimento. Tuttavia questa tecnica è dispendiosa in termini di tempo e non fornisce informazioni esaustive sulla composizione macromolecolare dei tessuti (zuccheri, proteine, lipidi, acidi nucleici).
Questo articolo propone un nuovo approccio per lo studio dell’intestino dei pesci: la spettroscopia Infrarossa in Trasformata di Fourier (FTIR). Si tratta di una tecnica analitica veloce, che non necessita di colorazioni specifiche, che analizza le transizioni vibrazionali (cioè i cambi di stato energetico) indotte sui tessuti dall’interazione con la radiazione elettromagnetica. Sulla base delle caratteristiche vibrazionali di alcune classi di gruppi funzionali molecolari, e di legami molecolari, l’FTIR permette quindi l’analisi della composizione macromolecolare del tessuto studiato.
Questa nuova tecnica è stata testata sulla trota iridea (O. mykiss), specie importante per l’acquacoltura moderna. Su di essa, per la prima volta, oltre alle tradizionali analisi istologiche, sono state valutate la composizione biochimica e la relativa distribuzione macromolecolare della mucosa intestinale mediante FTIR. Si è dimostrato che i dati spettrali possono essere considerati un complemento alle analisi istologiche tradizionali e saranno pertanto applicati in tutte le attività di ricerca del progetto Sushin.

L'articolo è consultabile gratuitamente sul sito dell'editore fino al 13 settembre 2018.

Alcuni ricercatori del progetto SUSHIN hanno preso parte alla seconda edizione del workshop "Organic farming and agro-ecology as a response to global challenges" organizzato da "GRAB-IT", in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II e l'Associazione Scientifica Centro di Portici , che si è tenuto a Capri dal 27 al 29 giugno 2018.
 
Numerosi esperti internazionali hanno discusso sul futuro dell'agricoltura biologica. Si è trattata di una bella occasione per esporre le tematiche del progetto Sushin mediante un poster, presentato da CREA e dall'Università di Udine. Il  poster intitolato "Louisiana red crayfish meal: a novel functional feed for organic fish diets?" ha illustrato le possibilità di utilizzare il gambero rosso della Louisiana, una specie invasiva, come mangime negli allevamenti di pesce certificati bio.
 
poster
Il Gambero Rosso della Louisiana arriva sulle frequenze di Radio Cusano Campus. A parlare del crostaceo, una della specie aliene invasive attualmente più dannose in Italia e in Europa, è Fabrizio Capoccioni, ricercatore del Centro di ricerca di Zootecnia e Acquacoltura del CREA. Ma perché tanto interesse per il Gambero della Louisiana? Capoccioni ha spiegato nel corso del programma Unicusano Up Magazine cosa stanno facendo i ricercatori del progetto Sushin e perché questa specie così invasiva potrebbe essere trasformata in una risorsa per l’acquacoltura. Settore in forte espansione, su cui si sta investendo molto in quanto considerato di gran lunga più sostenibile della pesca. Eppure i mangimi attualmente impiegati in acquacoltura sono prodotti con risorse naturali limitate, come farine di pesce (piccoli crostacei) o farine vegetali (soia). Riuscire a impiegare scarti di lavorazione o specie invasive di cui si ha l'obbligo di eradicazione sarebbe un bel passo avanti verso quell'alimentazione sostenibile di cui tanto si parla e che è stato il claim di EXPO 2015. 
 
Per saperne di più ascolta per intero la radiointervista.

Alcuni gruppi di ricerca impegnati nel progetto SUSHIN hanno preso parte ad AQUAFARM, l'incontro internazionale dedicato alle buone pratiche e alle tecniche innovative per la produzione sostenibile di cibo dall'acqua.
L'evento - svoltosi a Pordenone dal 15 al 16 febbraio 2018 - è stata l'occasione per presentare agli addetti al lavoro del settore ittico gli obiettivi del progetto SUSHIN e le prime analisi svolte.

In particolare, un poster presentato congiuntamente da CREA, IZSAM e UNIUD, ha divulgato al grande pubblico i risultati preliminari di un'indagine sulla possibilità di utilizzare il Gambero rosso della Louisiana come ingrediente dei mangimi
Lo studio si è preoccupato di indagare la caratteristiche sanitarie e nutrizionali che il mangime di gambero potrebbe avere. E i risultati sono stati incoraggianti. Le analisi effettuate hanno infatti evidenziato che la farina di gambero ottenuta sperimentalmente possiede caratteristiche igienico-sanitarie che la rendono idonea all’uso mangimistico. Inoltre ha valori nutrizionali elevati, che ne prefigurano un potenziale utilizzo nelle diete per pesci. Il prossimo passo sarà verificare la biodisponibilità dei nutrienti tramite prove di digeribilità che saranno condotte in vivo nell’ambito del progetto SUSHIN. 
Scarica QUI il poster presentato durante l'evento.

    

Tibaldi

L’acquacoltura è il settore zootecnico a più elevato tasso di crescita a livello globale. Con una produzione di oltre 90 milioni di ton, ha superato quello della carne bovina avvicinandosi alle produzioni avicola e suina. E’ soprattutto l’acquacoltura intensiva ad essere destinata a crescere nel prossimo futuro, generando una richiesta di mangimi prevista superare gli 87 Milioni di ton nel 2025, fatto che contribuirà ad acuire la competizione per le risorse alimentari con altre produzioni animali e con la popolazione umana.

La nostra ricerca: Sushin

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