SUSHIN SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients - Università degli Studi di udine

In un articolo apparso il 30 settembre sul Messaggero Veneto, il responsabile scientifico Emilio Tibaldi ha illustrato il progetto SUSHIN e i suoi obiettivi. 

messaggero veneto

Il Gambero Rosso della Louisiana arriva sulle frequenze di Radio Cusano Campus. A parlare del crostaceo, una della specie aliene invasive attualmente più dannose in Italia e in Europa, è Fabrizio Capoccioni, ricercatore del Centro di ricerca di Zootecnia e Acquacoltura del CREA.
   
Ma perché tanto interesse per il Gambero della Louisiana? Capoccioni ha spiegato nel corso del programma Unicusano Up Magazine cosa stanno facendo i ricercatori del progetto Sushin e perché questa specie così invasiva potrebbe essere trasformata in una risorsa per l’acquacoltura. Settore in forte espansione, su cui si sta investendo molto in quanto considerato di gran lunga più sostenibile della pesca. Eppure i mangimi attualmente impiegati in acquacoltura sono prodotti con risorse naturali limitate, come farine di pesce (piccoli crostacei) o farine vegetali (soia).
    
Riuscire a impiegare scarti di lavorazione o specie invasive di cui si ha l'obbligo di eradicazione sarebbe un bel passo avanti verso quell'alimentazione sostenibile di cui tanto si parla e che è stato il claim di EXPO 2015. 
 
Per saperne di più ascolta per intero la radiointervista.

Il progetto Sushin è stato presentato al pubblico trentino grazie ad un articolo apparso sulla rivista Terra Trentina. Si tratta di un periodico divulgativo a tiratura locale che si occupa di tecnica, ricerca e sperimentazione nel territorio alpino.

Nell'articolo, a firma di Fernando Lunelli (FEM), ampio spazio è dedicato alle motivazioni che stanno alla base di un progetto di questo tipo. Attualmente i mangimi utilizzati per alimentare i pesci sono ricavati per lo più da specie ittiche che potrebbero essere utilizzate direttamente nell'alimentazione umana. Da qui la necessità di trovare soluzioni alternative più sostenibili. Il progetto SUSHIN si propone di sperimentare l'utilizzo di diversi tipi di mangimi ricavati da ingredienti alternativi, possibilmente derivati da scarti, quali avicoli, biomasse algali, insetti e crostacei. In una prima fase i diversi mangimi saranno sottoposti ad analisi per testare i valori nutrizionali e di biosicurezza. Verificata la loro qualità, verranno somministrati a tre specie ittiche (trota, orata e branzino) e si studieranno le risposte biologiche dei pesci alla loro nuova dieta.

 

PROGETTO SUSHIN: Una nuova dieta per trota, orata e branzino. Fernando Lunelli, "Terra Trentina" (anno LXII, n°1, Gennaio/Aprile 2017), pagina 62

Edizione sfogliabile online qui.

 

 

I ricercatori del CREA spiegano in maniera dettagliata sulla rivista divulgativa "Cibi" come i risultati del progetto SUSHIN potrebbero indirizzare l'acquacoltura verso un profilo ancora più sostenibile.

L'utilizzo di mangimi innovativi - derivati da scarti di lavorazione o da specie invasive di cui si ha l'obbligo di eradicazione - potrebbero infatti dare ulteriore spinta green all'acquacoltura. I mangimi attualmente in uso sono ricavati da risorse naturali limitate (come piccoli crostacei e soia). La loro sostituzione con sottoprodotti del macello avicolo, microalghe o gambero rosso del Louisiana, permetterebbe di migliorare la sostenibilità ambientale ed economica della produzione ittica, ottenendo al contempo un prodotto di alta qualità per i consumatori.

 

La sfida per un'acquacoltura sostenibile. Fabrizio Capoccioni e Luca Buttazzoni. "Cibi" (Anno 5, n. 10 - Ottobre 2017), pag. 26.

 

articolo su Cibi

 

Qui il link all'intero archivio della rivista.

EE, 14.11.17

La nostra ricerca: Sushin

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