SUSHIN

SUSHIN

SUSHIN - SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients è un progetto triennale che punta alla ricerca di nuovi ingredienti da utilizzare nei mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia.  L’obiettivo è di migliorare l’alimentazione con l’introduzione di diete innovative per branzino, orata e trota.

Patrizia Di Marco, ISPRA - Roma

Nell'ambito del progetto SUSHIN, un gruppo di ricercatori di ISPRA, UniUD e FEM ha presentato i primi risultati sperimentali sui mangimi alternativi per la trota iridea alla Conferenza Aquaculture Europe 2019, che si è svolta a Berlino dal 7 al 10 Ottobre, con un’affluenza di oltre 2.700 partecipanti.

Il contributo scientifico ha riguardato i risultati degli effetti sullo stato fisiologico della trota di nuove diete sperimentali formulate con ingredienti vegetali e combinate con due diversi livelli di inclusione di farina di insetto o da sottoprodotti avicoli.

Come annunciato da post del 23 settembre, anche nel 2019 il progetto Sushin ha avuto il suo bagno di folla alla Notte dei Ricercatori, manifestazione che si svolge in molte città d'Europa l'ultimo venerdì di settembre. Quest'anno i ricercatori Sushin erano presenti in due sedi: Ancona ("Sharper night") e Trento.
 
Ad Ancona Ike Olivotto e Matteo Zarantoniello hanno presentato il progetto al pubblico che per l'occasione riempiva le vie del centro, mentre a Trento l'appuntamento era al Museo delle Scienze (MUSE), dove le proposte sono state addirittura tre: uno "speed date" della scienza, con la partecipazione di Francesca Fava, un gioco ("La ricerca è tutta un quiz"), con Filippo Faccenda, e una "cena con il ricercatore" senior Fernando Lunelli, nella magica cornice del Palazzo delle Albere.
 
  
 
 
Basilio Randazzo - Università Politecnica delle Marche, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente
 

La prima fase del progetto SUSHIN volge al termine ed i risultati ottenuti appaiono incoraggianti non solo dal punto di vista zootecnico. In particolare le trote alimentate con mangimi inclusivi di farine di pollo e di insetto hanno mostrato delle performances di crescita paragonabili, se non migliori, rispetto ai mangimi convenzionali. Ma quali indicazioni possiamo ottenere in relazione alla “idoneità” di un mangime ed al benessere di un pesce analizzandone l’apparato digerente? L’intestino dei pesci, come quello di tutti i vertebrati, non è solo coinvolto nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, ma anche nella risposta immunitaria. Il fegato, la sua più importante ghiandola annessa, agisce in prima linea nella detossicazione e nel metabolismo proteico e lipidico.

Come in tutte le città europee che ospiteranno questo evento, anche a Trento si svolgerà il 27 settembre la Notte dei Ricercatori, un appuntamento di divulgazione scientifica molto sentito in città, che attrae ogni anno alcune migliaia di visitatori. Quest'anno il progetto Sushin sarà presente con ben tre diverse sessioni: Speed date (Francesca Fava), un gioco a quiz dal titolo "La ricerca è tutta un quiz", tenuto da Filippo Faccenda, e una "cena con il ricercatore" Fernando Lunelli.
 
Il progetto viene presentato anche nel programma dell'evento generale: "L'acquacoltura è una ottima alternativa alla pesca per poter produrre pesce, un alimento nobile per la nutrizione umana, e salvaguardare l'ambiente marino. Tuttavia per produrre un pesce di alta qualità nutrizionale e basso impatto ambientale è necessario trovare ingredienti alternativi per i mangimi impiegati nell'allevamento delle specie ittiche più consumate in Europa e in Italia, quali trota, orata e branzino. Nell'ambito del progetto SUSHIN Ager 2 i ricercatori della FEM stanno sperimentando mangimi a base di ingredienti sostenibili, quali farine di insetto, prodotti della macellazione avicola, microalghe e specie invasive di crostacei e i risultati di questa ricerca produrranno informazioni sulla tollerabilità, performance e impatto ambientale dei nuovi mangimi sostenibili."

Emilio Tibaldi - Università di Udine, Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali

Il sommo Alfieri ci perdonerà per l’improprio abuso del suo famoso motto ed Erasmo da Rotterdam pure per quello che, storpiando irrispettosamente il titolo dalla sua maggiore opera, potrebbe dirsi un “elogio della Pollia”, ma dai risultati del progetto Sushin emergono prime indicazioni estremamente lusinghiere sull’impiego delle farine avicole a larga base di sottoprodotti carnei del pollo quali eccellenti ingredienti di una nuova generazione di mangimi per la trota e l’orata.

Francesca Fava, Fondazione Edmund Mach - Centro Ricerca e Innovazione

Uno degli obiettivi di SUSHIN è quello di validare l’utilizzo di proteine di origine non vegetale nella dieta delle specie ittiche allevate, in sostituzione di una parte della componente vegetale, mirando ad un miglioramento della performance di crescita e della salute del pesce e creando una valida alternativa per un mangime più sostenibile. Le proteine vegetali (VEG-MEAL) sono oggi largamente utilizzate nei mangimi per l’acquacoltura, in sostituzione delle proteine di pesce (FISH-MEAL).

Giulia Secci, Giuliana Parisi

Università di Firenze, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA)

Il pesce è un alimento estremamente gradito al consumatore italiano ed è tenuto in grande considerazione sia come “proteina nobile” che come fonte di grassi importanti quali quelli della serie omega-3, come emerso da un primo questionario condotto dal team di ricerca dell’Università di Firenze nell’ambito del progetto SUSHIN. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ne consiglia il consumo per assumere due acidi grassi della serie omega-3 che sono fondamentali per il nostro organismo, l’EPA e il DHA. Questi due acidi grassi, che il pesce accumula nel tessuto muscolare, negli ultimi decenni sono diminuiti soprattutto nelle carni dei pesci allevati a causa della drastica riduzione delle farine e dell’olio di pesce nella loro dieta.

I nuovi mangimi per trota, orata e branzino, elaborati per il progetto Sushin, sono anche l'occasione per favorire la circolarità dei potenziali ingredienti. Tra le alternative studiate dal progetto, una, lo scarto di macellazione avicola, costituisce, allo stato delle cose, un rifiuto. La rivista WASTE, dedicata a tale problematica, se ne è occupata con un intervento di Emilio Tibaldi e Gloriana Cardinaletti, dell'Università di Udine, ente capofila del progetto Sushin.
Il 4 e 5 luglio 2019 la Fondazione Edmund Mach, partner del progetto Sushin, ha ospitato il secondo incontro annuale di progetto con una giornata di apertura a tutti gli stakeholder della filiera della pescicoltura. I partecipanti ai diversi gruppi di ricerca del progetto, coordinati dal prof. Tibaldi (Università di Udine), hanno esposto nella prima giornata i risultati parziali del primo anno e mezzo di lavoro, pianifcando le attività per i prossimi mesi, mentre la matinata del secondo giorno è stata l'occasione per incontrare 30 rappresentanti dei diversi settori di interesse legati al progetto: industria mangimistica, istituti zooprofilattici e veterinari, pescicoltura, ricercatora universitaria, commercio. Non solo il mondo trentino si è mosso, ma i diversi partecipanti da fuori regione hanno confermato l'ampio interesse che le tematiche di Sushin sono in grado di mobilitare.
 
Qui il link al comunicato stampa della Fondazione Mach.
 

Federico Nassivera, Università di Udine

Proiezioni molto recenti prodotte dalla FAO e dagli osservatori delle Nazioni Unite stanno confermando quanto la popolazione mondiale stia aumentano di anno in anno. Affermano che tra soli tre decenni ci sarà bisogno di molto più cibo, addirittura il 70% in più rispetto ad oggi. Sorge quindi spontanea una domanda: come soddisfare le esigenze nutrizionali di tutta la popolazione mondiale? L’acquacoltura in tal senso sta ricoprendo un ruolo fondamentale in qualità di risorsa indispensabile nel garantire il cibo sufficiente per tutti.

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