SUSHIN

SUSHIN

SUSHIN - SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients è un progetto triennale che punta alla ricerca di nuovi ingredienti da utilizzare nei mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia.  L’obiettivo è di migliorare l’alimentazione con l’introduzione di diete innovative per branzino, orata e trota.

 a cura di Maria Miarelli (CREA)

 

Una recente normativa europea (Reg. UE n. 56/2013) ha reintrodotto l’uso di proteine animali trasformate (PAT) da non ruminante nell’alimentazione dei pesci d’acquacoltura. Un’attenzione specifica è richiesta nel controllo della qualità dei mangimi e delle materie prime per questo settore. Il progetto SUSHIN ha previsto, fra le diverse attività che lo caratterizzano, una serie di studi per approfondire questo aspetto.

L’analisi microscopica per il controllo di contaminazioni di ossa di mammifero in farine di pollo

Le attività svolte hanno riguardato:

  1. la verifica della presenza di eventuale contaminazione da farina di mammifero in campioni di farina di pollo;
  2. la stima quantitativa dell’incidenza di ossa di mammifero in campioni caratterizzati da un diverso rapporto di farina avicola e farina di ruminante.

Per le prove analitiche è stato adottato il metodo microscopico di cui di cui alla direttiva 2003/7126/CE della commissione del 23 dicembre 2003 che stabilisce il metodo analitico per la determinazione dei costituenti di origine animale nell’ambito del controllo ufficiale degli alimenti (Fig. 1).

 Figura1

Il metodo consente di individuare farine animali nei mangimi, di identificare la classe zoologica di appartenenza (mammifero, avicolo, pesce) e di stimare la percentuale di tessuto osseo.
Le farine animali di diversa classe zoologica di provenienza sono accomunate dalla presenza di elementi organici aspecifici, quali fibre muscolari, gelatina, sangue. Tuttavia tali farine possono distinguersi per elementi organici caratteristici della classe di appartenenza (peli per i mammiferi, piume per i polli, scaglie per i pesci).
A fronte di ciò l’elemento chiave nell’analisi microscopica è però costituito dai frammenti di ossa (frazione inorganica), che, per la loro struttura istologica altamente specifica, consentono di identificare la classe zoologica di appartenenza (Fig. 2).
I frammenti di ossa, inoltre, consentono di effettuare una stima quantitativa della loro presenza, da cui è possibile risalire, qualora si conosca la quota organica percentuale della tipologia di prodotto in analisi, alla stima totale della farina animale presente nel prodotto.

 Figura2

  1. Analisi microscopica delle farine animali (proteine animali trasformate – PAT)

Lo studio ha preso in considerazione 5 farine di residui di macello avicolo di diversa provenienza, caratterizzate da una diversa incidenza di scarti di pollo e tacchino. Per ogni farina, un campione di 10g è stato introdotto in un imbuto separatore con circa 200 ml di tetracloroetilene, per separare la frazione organica dalla frazione inorganica. La frazione inorganica (più pesante) è stata raccolta in una capsula, quella organica è stata ottenuta previa filtrazione. La frazione inorganica è stata essiccata, pesata e setacciata ottenendo due frazioni granulometriche (>0,5 e <0,5mm).
Ogni singolo frammento di ossa della frazione >0,5 è stato pesato con l’approssimazione di 1 10-5g, schiacciato, aggiunto di una soluzione di acqua e glicerina ed osservato al microscopio ottico.
Inoltre sono stati allestiti diversi preparati della frazione <0,5 ed esaminati al microscopio ottico, contando i frammenti presenti in ciascun campo ottico esaminato, al fine di valutare la percentuale delle particelle di ossa estranee al prodotto eventualmente presenti.
Sono stati allestiti alcuni preparati della frazione organica, al fine di rilevare la presenza di elementi estranei al prodotto in esame.

In ciascuno dei 5 prodotti esaminati non è stato riscontrato alcun elemento riconducibile alla presenza di farine di mammifero.

 

  1. Analisi quantitativa di frammenti di ossa di mammifero in farina di pollo negativa per PAT di ruminante

Lo scopo dello studio era quello di verificare l’efficacia e la sensibilità dell’esame microscopico nel quantificare tracce di farina di mammifero in campioni di farina avicola. Quale fonte di contaminazione di frammenti di osso di ruminanti è stata utilizzata la farina di “ciccioli di bovino” che all’esame microscopico è risultata contenere una frazione ossea dello 0,6 %.  La PAT avicola presentava invece il 14,0 % di frazione inorganica (ossa).
Conoscendo quindi le rispettive quote di materiale organico ed inorganico (ossa) delle due farine di partenza, è stata preparata in laboratorio una miscela delle due farine con una percentuale nota di ossa di mammifero (0,1 %). Tale limite coincide con il valore di sensibilità del metodo indicato nella normativa (Dir. 2003/7126/CE) ed è stato deciso inoltre sulla base dell’esperienza decennale dai laboratori del Centro di Zootecnia e Acquacoltura del CREA, che hanno effettuato le analisi di revisione dei prodotti zootecnici contestati in prima istanza per la presenza di farine animali nell’ambito dei controlli BSE.
Il campione così costituito in laboratorio è stato sottoposto ad analisi microscopica seguendo il protocollo descritto precedentemente, quindi analizzando tutta la frazione inorganica (ossa >0,5 e <0,5) per la ricerca e rispettiva quantificazione di frammenti ossei delle due classi in esame.

A fronte di una preparazione del campione di analisi contenente 0,1% di ossa di mammifero, la stima quantitativa della presenza di ossa di mammifero è stata di 0,166 % a dimostrazione dell’idoneità dell’applicazione del metodo microscopico di stima quantitativa anche per le indagini su matrici esclusivamente di origine animale come le PAT.

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La farina di insetti per acquacoltura è una risorsa con ottime potenzialità di utilizzo, impotante per far fronte ad una richiesta di mangimi di origine ittica sempre meno sostenibili dal punto di vista dello sfruttamento delle risorse marine. Gli insetti sono una delle fonti alternative di mangimi proposti per trota, spigola e orata del progetto Sushin, che è stato presentato, assieme ad e alcuni primi risultati, al convegno "Insetti nella nutrizione animale: stato dell’arte, criticità tecniche e aspetti normativi", convegno finale del progetto INSECTA. Il convegno, organizzato il 14 dicembre 2018 da CREA nella sua sede di Monterotondo (Roma), ha avuto in programma una relazione della ricercatrice Cardinaletti (Università di Udine) dal titolo "Stima del valore nutritivo di farine di Hermetia illucens in trota e spigola" (Cardinaletti G.,  Capoccioni F., Pulcini D., Failla S., Contò M., Tibaldi E.).
 
 
 
A cura di Silvia Ceschini, Ufficio Stampa della Fondazione Edmund Mach.
 
 
NB: contiene solo l'indice degli articoli, in ottemperanza al rispetto dei diritti delle testate sulla riproduzione del materiale pubblicato.
Dal suo inizio (30 gennaio 2017), il progetto Sushin ha visto pubblicati (in carteceo o su testate online) 5 su riviste di settore, 29 articoli su riviste non di settore (in entrambi i casi sia locali che nazionali) e anche un articolo su Aquaculture, prestigiosa rivista scientifica indicizzata ("peer review"). 
 
Scarica la rassegna stampa (a cura di Silvia Ceschini, Ufficio Stampa della Fondazione Edmund Mach).
 
NB: contiene solo l'indice degli articoli, in ottemperanza al rispetto dei diritti delle testate sulla riproduzione del materiale pubblicato.
Il Ricercatore Fernando Lunelli (FEM) ha presentato il progetto Sushin al pubblico specializzato di Seafood Summit. L'evento - organizzato dalla Rivista Mark Up in collaborazione con Chiodi Consulting - si è svolto mercoledì 7 novembre a Rimini, presso il Palacongressi.
Una delegazione del progetto Sushin (UNIUD e CREA) ha partecipato con un poster al convegno Internazionale sulla nutrizione del pesce che sui è tenuto a Las Palmas de Gran Canaria (Spagna) dal 3 al 7 giugno.

Il progetto SUSHIN è stato tra i protagonisti dell’evento “Laboratori sotto le stelle” tenutosi il 28 settembre presso il Centro Nazionale per la Rete Nazionale dei Laboratori dell’ISPRA in occasione di “Scienzainsieme”, la prima iniziativa nazionale di divulgazione scientifica dei principali Enti di Ricerca italiani (ASI, CINECA, CNR, ENEA, INAF, INFN, INGV, ISPRA), Università “La Sapienza” di Roma e Università della Tuscia di Viterbo.

In un articolo apparso il 30 settembre sul Messaggero Veneto, il responsabile scientifico Emilio Tibaldi ha illustrato il progetto SUSHIN e i suoi obiettivi. 

Il progetto SUSHIN scende anche quest'anno in piazza ad Ancona, in occasione di Shaper, la notte europea dei ricercatori. Un evento divulgativo, svolto in contemporanea con altre 300 città europee, voluto fortemente dall’Università Politecnica delle Marche per avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca, una festa dove intrattenimento e informazione si mescolano.

I ricercatori di Sushin ospiti a Geo, la trasmissione di natura e scienza in onda su Rai 3, condotta da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi.

Ike Olivotto e Paola Riolo sono stati invitati a prendere parte alla puntata del 16 ottobre, che sarà dedicata alla sostenibilità in acquacoltura.
Ai due ricercatori il compito di far sapere al grande pubblico quali sono le problematiche dell’allevamento dei pesci al giorno d’oggi e di come la ricerca può intervenire per trovare soluzioni. I due ricercatori dell’Università Politecnica della Marche potranno sfruttare l’occasione per presentare Ager Sushin e Nutrifish-Cariverona, due progetti di ricerca che si occupano di individuare o migliorare gli ingredienti sostenibili per la formulazione dei mangimi per pesci.

Vedi qui l'intervista completa.

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Ager - Agroalimentare e ricerca è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

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