SUSHIN

SUSHIN

SUSHIN - SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients è un progetto triennale che punta alla ricerca di nuovi ingredienti da utilizzare nei mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia.  L’obiettivo è di migliorare l’alimentazione con l’introduzione di diete innovative per branzino, orata e trota.

Fabrizio Capoccioni e Luca Buttazzoni (CREA) hanno recentemente pubblicato un articolo su "Mangimi&Alimenti.it" dal titolo "Le produzioni animali del futuro tra sviluppo e sostenibilità: l’impegno del nuovo centro del CREA di Zootecnia e Acquacoltura".

Qui sotto l'incipit dell'articolo (dal sito della rivista). Qui invece il link diretto all'articolo intero.

 

articolo su Mangimi e Alimenti estratto

EE, 14.11.2017

 

 

Fabrizio Capoccioni e Luca Buttazzoni (CREA) hanno recentemente pubblicato un articolo su "Cibi" (Anno 5, n. 10 - Ottobre 2017), pag. 26, che si riporta di seguito integralmente.

 

articolo su Cibi

 

Qui il link all'intero archivio della rivista.

EE, 14.11.17

Il debutto a Levico Terme (TN), 22 giugno 2017

Si è trattato del debutto in pubblico di Sushin in Trentino: la cena con i ricercatori. Non è stato difficile per Riccardo Bosco, chef del ristorante Boivin di Levico Terme, raccogliere le prenotazioni sufficienti a riempire la bellissima saletta  - un antico scantinato nel centro storico della cittadina della Valsugana - dedicata a questo appuntamento. Ventiquattro commensali hanno incontrato i tre ricercatori della Fondazione Edmund Mach Fernando Lunelli, Filippo Faccenda e Francesca Fava, che hanno cenato assieme a loro discutendo delle tematiche del progetto, finanziato da AGER, che ha preso il via all'inizio di quest'anno.

 tavola

Il “protocollo” della cena prevedeva che i ricercatori si alternassero su tre unità di tavoli, con i "turni" scanditi dal cambio delle portate, così da dare occasione a tutti di sentire diversi punti di vista sulla ricerca condotta presso la Fondazione Edmund Mach per Sushin, che comprende la sperimentazione sulla nutrizione dei pesci con le nuove diete, così come le indagini sul microbiota intestinale degli stessi.
Ci si è basati, per il menu gastronomico, su uno dei pesci oggetto delle indagini di Sushin: la trota – l'unico dei tre che viene allevato per scopi sperimentali anche nelle vasche dell'itticoltura sperimentale della Fondazione Mach. Ad essa la degustazione ha affiancato altri due altri pesci pregiati: il carpione del Garda e il salmerino alpino. Un viaggio sensoriale a tutti gli effetti che ha stimolato la discussione e le domande sulle attività di ricerca svolte nell'ambito del progetto e sulle tematiche di punta per Sushin: la valutazione di alternative sostenibili alle  diete attualmente utilizzate per l'allevamento dei pesci, in grado di garantire una minore pressione ecologica sull'ambiente rispetto a quanto si verifica oggi, in un settore produttivo che promette una continua espansione nei decenni a venire.
Generale e diffuso l’apprezzamento della serata. Almeno un paio di partecipanti ci hanno lasciati chiedendo "a quando la prossima?"

 

Sushin alla "Notte dei ricercatori", Trento, 29 settembre 2017

La prima replica della "cena con i ricercatori Sushin" è avvenuta in occasione di un evento prestigioso, la Notte dei Ricercatori, ospitata a Trento al MUSE e nel limitrofo quartiere delle Albere. Alla Notte dei ricervatori di Trento partecipano abitualmente alcune migliaia di persone, attratte dalla possibilità di sbirciare più da vicino nel mondo spesso sconosciuto del lavoro di ricercatore. Ancora Francesca Fava e Filippo Faccenda hanno raccontato ai commensali del ristorante NH, davanti ad un menu - naturalmente - a base di pesce e vino trentino, le prospettive del progetto Sushin. Questa volta si è sconfinati nel pesce di mare: dopo un primo piatto a base di trota affumicata, ha fatto la sua comparsa un'orata al cartoccio con cozze vongole e verdure.

A questo punto, il branzino - la terza specie protagonista del progetto Sushin - sarà irrinunciabile per il terzo appuntamento, ancora da mettere in programma!

di Riccardo Caprioli (IZSAM) e Fabrizio Capoccioni (CREA)

Il progetto SUSHIN ha come principale obiettivo quello di implementare soluzioni mangimistiche innovative per gli allevamenti di pesce italiani, salvaguardando la qualità e la sicurezza alimentare del prodotto ittico. Per far questo intende reperire e testare nuove materie prime per la formulazione di mangimi da acquacoltura che rispondano anche a esigenze di sostenibilità ambientale.
 

La farina ottenuta del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) è stata identificata come uno dei possibili ingredienti per i mangimi da acquacoltura da testare su specie allevate quali orata e trota iridea.
Diverse sono state le ragioni che hanno determinato la scelta di questo ingrediente:
• il gambero rosso della Louisiana è specie alloctona e invasiva, ormai ampiamente diffusa in molte regioni italiane, inserita nell’elenco delle specie aliene più nocive (Black List, Regolamento di Esecuzione UE 2016/1141);
• l’opportunità di contribuire a ridurre il numero di esemplari di questa specie limitandone l’espansione in zone ad alto valore ambientale attraverso la trasformazione in alimento zootecnico del prodotto eradicato altrimenti destinato alla distruzione;
• l’analisi centesimale della sua farina, ottenuta con una tecnica innovativa di essicazione industriale consente una resa di circa il 20-25% rispetto al peso della materia prima fresca e mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche dei gamberi evidenziando caratteristiche promettenti per l’utilizzo come ingrediente nei mangimi destinati alle maggiori specie ittiche di allevamento.

gambero 2I primi rilevamenti per individuare i siti più idonei per la cattura del gambero rosso della Louisiana sono iniziati nel mese di marzo (2017).
I campionamenti sono proseguiti con cadenza costante nel corso di tutta la primavera, di tutta l’estate e del periodo autunnale dello stesso anno.
I luoghi scelti per il reperimento dei crostacei sono state due aree umide protette della Regione Lazio, comprese entrambe nella convenzione di RAMSAR dal 1971: il Parco Nazionale del Circeo e la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, lì dove è più importante tutelare le specie autoctone.

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I ricercatori dell’IZSAM e del CREA, enti coinvolti nel reperimento e nella caratterizzazione sanitaria e organolettica di questo ingrediente, hanno portato a termine i campionamenti catturando 400 kg di gamberi rossi della Louisiana, corrispondenti a circa 22800 esemplari in appena 5 mesi. Tale quantitativo sarà impiegato per stimare sperimentalmente il valore nutritivo per i pesci della farina ottenuta dalla sua trasformazione e per individuarne i livelli di inclusione più sostenibili nella dieta delle specie target del progetto : trota, spigola e orata.

 

Parallelamente alle attività di prelievo sono state condotte analisi di tipo sanitario-ispettivo presso l’IZSAM di Teramo e analisi di tipo nutrizionale nei laboratori della sede di Monterotondo del CREA. I risultati di tali analisi hanno mostrato come questo ingrediente innovativo risponda tanto alle esigenze di sicurezza alimentare che a quelle di tipo mangimistico che il progetto SUSHIN prevede.

Qui l'articolo pubblicato sul sito di IZSAM.

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logo crea   logo izsam

L’IZS dell’Abruzzo e del Molise è partner del progetto multidisciplinare SUSHIN il cui obiettivo è aumentare la produttività degli allevamenti di pesce italiani in maniera sostenibile ed economica, salvaguardando la qualità e la sicurezza alimentare del prodotto ittico. SUSHIN è finanziato da Ager (www.progettoager.it), un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni bancarie, che mette al centro le produzioni italiane d’eccellenza puntando al miglioramento dei processi e allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia.

Una delle prime azioni messe in atto dalle unità operative della cordata di Enti di Ricerca e Università coordinate dall’ateneo di Udine, è il reperimento di nuove materie prime per la formulazione di mangimi da acquacoltura che rispondono anche a esigenze di sostenibilità ambientale. Nel mese di aprile i ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e del Centro del CREA di Produzioni Animali e Miglioramento Genetico di Monterotondo hanno eseguito i primi campionamenti sul campo mirati alla raccolta del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), identificato come uno dei quattro possibili ingredienti per i mangimi da acquacoltura da testare su specie allevate quali spigola, orata e trota iridea.

Assicurare la qualità dei prodotti ittici allevati grazie a mangimi alternativi alla farina di pesce, che migliorano la sostenibilità ambientale della produzione. È questo il principale obiettivo del progetto SUSHIN, finanziato da Ager nel settore Acquacoltura con un contributo di 716mila euro, e ufficialmente partito da qualche mese. I ricercatori lavoreranno, nei prossimi tre anni, per mettere a punto alimenti per i pesci a base di insetti, microalghe, sottoprodotti della macellazione avicola e di crostacei: mangimi in grado di ridurre lo sfruttamento di risorse naturali, senza intaccare la qualità del prodotto ittico. Un traguardo importante, considerando che l’acquacoltura intensiva è destinata a crescere a livello globale e con essa la richiesta di cibo per i pesci, che nel 2025 è stimata in 87 milioni di tonnellate.

E’ possibile ridurre l’utilizzo di farine e oli di pesce utilizzati in acquacoltura, salvaguardando ambiente, produzione e qualità del pesce allevato? A dare una risposta decisamente affermativa sono i ricercatori del progetto SUSHIN (SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients) che si concentreranno sullo studio di nuovi ingredienti per l’alimentazione di trota, branzino e orata.