SUSHIN

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SUSHIN - SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients è un progetto triennale che punta alla ricerca di nuovi ingredienti da utilizzare nei mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia.  L’obiettivo è di migliorare l’alimentazione con l’introduzione di diete innovative per branzino, orata e trota.
Il magazine televisivo di scienza, natura e tecnologia, ideato e condotto da Piero Angela, questa volta getta luce sulle caratteristiche dei pesci di allevamento, sulle loro proprietà nutrizionali, sui mangimi attuali e sugli alimenti innovativi sostenibili, come quelli che si propone di ottenere il progetto SUSHIn (SUstainable fiSH feed INnovative ingredients). È stato intervistato a proposito il dott. Fernando Lunelli, responsabile scientifico del progetto Sushin per la Fondazione Mach. La trasmissione è andata in onda mercoledì 18 luglio.
 
Qui il comunicato stampa della Fondazione Mach relativo all'evento. Qui il link diretto al servizio di Superquark dal sito internet di Ager.

Arrivano le prime risposte ai quesiti che ci si è posti in Sushin.

Per formulare nuovi mangimi da impiegare in acquacoltura, occorre individuare la materia prima con cui preparli. I principali candidati sono quattro fonti proteiche alternative: una farina derivante da sottoprodotti della macellazione degli avicoli (polli e tacchini) e tre farine ricavate da larve di mosca, da gamberi selvatici d’acqua dolce (appartenenti a una specie alloctona e invasiva in Italia) e da micro-alghe.

L'Università di Venezia ha valutato le possibili conseguenze ambientali derivanti dall’uso di tali ingredienti, andando a confrontare i processi di lavorazione necessari per ottenere le quattro diverse farine ed è arrivata alla conclusione che la produzione di farina di gambero sia la meno sostenibile.

Per arrivare a questa valutazione i ricercatori hanno applicato l'Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment - LCA). La prima fase di raccolta dati, possibile grazie alla preziosa collaborazione di varie aziende produttrici di tali farine, ha permesso di mettere a confronto gli INPUT (le risorse consumate per ogni formulazione, ossia i flussi di materia ed energia in entrata nel loro sistema produttivo) e le EMISSIONI (gli eventuali scarichi emessi in natura, ossia i flussi in uscita) dei quattro cicli di produzione.

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Schema semplificato della produzione di farina a partire da larve di mosca. La voce di input “MATERIALI” include la produzione e trasporto in azienda di tutti i materiali necessari all’ordinario svolgimento delle attività di allevamento e lavorazione (es. mangime; cassette per l’allevamento)

 

Dopo l’acquisizione dei dati si è passati alla creazione di un modello digitale contenente tutti i sopracitati flussi. In questo modo è stato possibile creare una simulazione virtuale del processo di lavorazione alla base della produzione di ciascuna farina. Le simulazioni relative alle farine di avicoli, di gambero e di larve di insetto sono state ultimate, mentre quella sulle micro-alghe è nella sua fase conclusiva.
A partire dalle tre simulazioni, sono infine state quantificate alcune significative categorie di impatto sull'ambiente, nello specifico: (i) il consumo di risorse naturali (Abiotic depletion); (ii) il contributo al riscaldamento globale (Global Warming); (iii) il contributo al tasso di eutrofizzazione delle acque (Eutrophication). I risultati preliminari di queste analisi sono stati sintetizzati nella figura seguente.

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Risultati preliminari dell’Analisi del Ciclo di Vita su tre delle quattro farine proteiche. Per confrontare tra loro le diverse opzioni, i valori sono riportati su una scala da 0 a 1, dove 0 corrisponde a un impatto ambientale nullo e 1 al valore massimo fra quelli ottenuti dalle tre farine.

 

I risultati hanno mostrato come la produzione di farina di gambero sia la meno sostenibile per quanto riguarda tutte le categorie di impatto considerate (e pertanto è sempre stato attribuito ad essa il valore “1”). L'entità di tali impatti è principalmente dovuta al fatto che la produzione di farina di gambero è l'unico processo ancora allo stadio sperimentale e ha comportato quindi lungo tutta la filiera (e soprattutto nella fase di pesca) una serie di sprechi e di consumi che potrebbero essere ridotti ottimizzando il sistema.

La sostenibilità ambientale delle altre due alternative è sorprendentemente simile, soprattutto se si tiene conto del fatto che le larve di mosca possono essere allevate, per loro natura, in spazi molto ridotti e richiedono un processo di produzione e lavorazione molto più breve e semplice di quello previsto per gli scarti di macellazione avicola. Questi ultimi, benché si “portino sulle spalle” una parte del peso ambientale legato all’intera filiera del pollame (dall’uovo all’animale pronto per la lavorazione), hanno infatti mostrato delle performance ambientali molto incoraggianti. Un'analisi ancora più dettagliata di queste ultime due farine ha poi mostrato come tali impatti siano principalmente ascrivibili alla tipologia e quantità di mangime utilizzato durante la fase di allevamento degli animali e, in seconda istanza, alla tipologia di energia elettrica consumata (ossia quella della rete elettrica nazionale, tuttora costituita principalmente da energia proveniente da fonti non rinnovabili).

  

di Silvia Maiolo, Università di Venezia Cà Foscari, Dip. di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica

 

 

 

Alcuni ricercatori del progetto SUSHIN hanno preso parte alla seconda edizione del workshop "Organic farming and agro-ecology as a response to global challenges" organizzato da "GRAB-IT", in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II e l'Associazione Scientifica Centro di Portici , che si è tenuto a Capri dal 27 al 29 giugno 2018.
 
Numerosi esperti internazionali hanno discusso sul futuro dell'agricoltura biologica. Si è trattata di una bella occasione per esporre le tematiche del progetto Sushin mediante un poster, presentato da CREA e dall'Università di Udine. Il  poster intitolato "Louisiana red crayfish meal: a novel functional feed for organic fish diets?" ha illustrato le possibilità di utilizzare il gambero rosso della Louisiana, una specie invasiva, come mangime negli allevamenti di pesce certificati bio.
 
poster
Il Gambero Rosso della Louisiana arriva sulle frequenze di Radio Cusano Campus. A parlare del crostaceo, una della specie aliene invasive attualmente più dannose in Italia e in Europa, è Fabrizio Capoccioni, ricercatore del Centro di ricerca di Zootecnia e Acquacoltura del CREA.
   
Ma perché tanto interesse per il Gambero della Louisiana? Capoccioni ha spiegato nel corso del programma Unicusano Up Magazine cosa stanno facendo i ricercatori del progetto Sushin e perché questa specie così invasiva potrebbe essere trasformata in una risorsa per l’acquacoltura. Settore in forte espansione, su cui si sta investendo molto in quanto considerato di gran lunga più sostenibile della pesca. Eppure i mangimi attualmente impiegati in acquacoltura sono prodotti con risorse naturali limitate, come farine di pesce (piccoli crostacei) o farine vegetali (soia).
    
Riuscire a impiegare scarti di lavorazione o specie invasive di cui si ha l'obbligo di eradicazione sarebbe un bel passo avanti verso quell'alimentazione sostenibile di cui tanto si parla e che è stato il claim di EXPO 2015. 
 
Per saperne di più ascolta per intero la radiointervista.

Nell'ambito della Giornata Mondiale della Terra, dal 21 al 25 aprile i ricercatori del CREA saranno presenti con uno stand nell’Area scientifica del Festival dell'”Educazione alla Sostenibilità – I giovani sulla strada dell’Agenda 2030″ che si svolgerà a Villa Borghese a Roma.

Si è tenuto a Teramo, presso la splendida sede dell'Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise (IZSAM) il primo incontro annuale del progetto Sushin.
Organizzato da Fondazione Edmund Mach (FEM), il workshop dal titolo Troticoltura: Sushin tra le idee e i progetti di ricerca a partecipazione FEM si è preposto l'obiettivo di discutere delle linee di ricerca FEM sulla troticoltura.
Fabrizio Capoccioni (CREA) intervistato per TGR Europa e TGR Lazio sul lavoro svolto da CREA per il progetto Sushin.
 
 
 

Alcuni gruppi di ricerca impegnati nel progetto SUSHIN hanno preso parte ad AQUAFARM, l'incontro internazionale dedicato alle buone pratiche e alle tecniche innovative per la produzione sostenibile di cibo dall'acqua.
L'evento - svoltosi a Pordenone dal 15 al 16 febbraio 2018 - è stata l'occasione per presentare agli addetti al lavoro del settore ittico gli obiettivi del progetto SUSHIN e le prime analisi svolte.

In particolare, un poster presentato congiuntamente da CREA, IZSAM e UNIUD, ha divulgato al grande pubblico i risultati preliminari di un'indagine sulla possibilità di utilizzare il Gambero rosso della Louisiana come ingrediente dei mangimi
Lo studio si è preoccupato di indagare la caratteristiche sanitarie e nutrizionali che il mangime di gambero potrebbe avere. E i risultati sono stati incoraggianti. Le analisi effettuate hanno infatti evidenziato che la farina di gambero ottenuta sperimentalmente possiede caratteristiche igienico-sanitarie che la rendono idonea all’uso mangimistico. Inoltre ha valori nutrizionali elevati, che ne prefigurano un potenziale utilizzo nelle diete per pesci. Il prossimo passo sarà verificare la biodisponibilità dei nutrienti tramite prove di digeribilità che saranno condotte in vivo nell’ambito del progetto SUSHIN. 
Scarica QUI il poster presentato durante l'evento.

    

Il 28/02 e 01/03 2018 si è tenuto a S. Michele, presso la Fondazione Mach, un breve corso sulla valorizzazione dei prodotti della ricerca, a favore dei giovani ricercatori del progetto Sushin.

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Ager - Agroalimentare e ricerca è un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria.

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