SUSHIN

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SUSHIN - SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients è un progetto triennale che punta alla ricerca di nuovi ingredienti da utilizzare nei mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia.  L’obiettivo è di migliorare l’alimentazione con l’introduzione di diete innovative per branzino, orata e trota.
Il progetto SUSHIN è stato divulgato in occasione dell’Aquaculture Europe 2017, il principale convegno scientifico sull’acquacoltura in Europa. L’evento, organizzato dall’European Aquaculture Society, si è tenuto in Croazia a Dubrovnik dal 17 al 20 Ottobre e ha richiamato 1700 partecipanti da più di 60 paesi.

Fabrizio Capoccioni e Luca Buttazzoni (CREA) hanno recentemente pubblicato un articolo su "Mangimi&Alimenti.it" dal titolo "Le produzioni animali del futuro tra sviluppo e sostenibilità: l’impegno del nuovo centro del CREA di Zootecnia e Acquacoltura".

Qui sotto l'incipit dell'articolo (dal sito della rivista). Qui invece il link diretto all'articolo intero.

 

articolo su Mangimi e Alimenti estratto

EE, 14.11.2017

 

 

I ricercatori del CREA spiegano in maniera dettagliata sulla rivista divulgativa "Cibi" come i risultati del progetto SUSHIN potrebbero indirizzare l'acquacoltura verso un profilo ancora più sostenibile.

L'utilizzo di mangimi innovativi - derivati da scarti di lavorazione o da specie invasive di cui si ha l'obbligo di eradicazione - potrebbero infatti dare ulteriore spinta green all'acquacoltura. I mangimi attualmente in uso sono ricavati da risorse naturali limitate (come piccoli crostacei e soia). La loro sostituzione con sottoprodotti del macello avicolo, microalghe o gambero rosso del Louisiana, permetterebbe di migliorare la sostenibilità ambientale ed economica della produzione ittica, ottenendo al contempo un prodotto di alta qualità per i consumatori.

 

La sfida per un'acquacoltura sostenibile. Fabrizio Capoccioni e Luca Buttazzoni. "Cibi" (Anno 5, n. 10 - Ottobre 2017), pag. 26.

 

articolo su Cibi

 

Qui il link all'intero archivio della rivista.

EE, 14.11.17

Dal laboratorio alla tavola. Si è trattato del debutto in pubblico di Sushin in Trentino: la cena con i ricercatori. Non è stato difficile per Riccardo Bosco, chef del ristorante Boivin di Levico Terme, raccogliere le prenotazioni sufficienti a riempire la bellissima saletta  - un antico scantinato nel centro storico della cittadina della Valsugana - dedicata a questo appuntamento.

di Riccardo Caprioli (IZSAM) e Fabrizio Capoccioni (CREA)

Il progetto SUSHIN ha come principale obiettivo quello di implementare soluzioni mangimistiche innovative per gli allevamenti di pesce italiani, salvaguardando la qualità e la sicurezza alimentare del prodotto ittico. Per far questo intende reperire e testare nuove materie prime per la formulazione di mangimi da acquacoltura che rispondano anche a esigenze di sostenibilità ambientale.
 

La farina ottenuta del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) è stata identificata come uno dei possibili ingredienti per i mangimi da acquacoltura da testare su specie allevate quali orata e trota iridea.
Diverse sono state le ragioni che hanno determinato la scelta di questo ingrediente:
• il gambero rosso della Louisiana è specie alloctona e invasiva, ormai ampiamente diffusa in molte regioni italiane, inserita nell’elenco delle specie aliene più nocive (Black List, Regolamento di Esecuzione UE 2016/1141);
• l’opportunità di contribuire a ridurre il numero di esemplari di questa specie limitandone l’espansione in zone ad alto valore ambientale attraverso la trasformazione in alimento zootecnico del prodotto eradicato altrimenti destinato alla distruzione;
• l’analisi centesimale della sua farina, ottenuta con una tecnica innovativa di essicazione industriale consente una resa di circa il 20-25% rispetto al peso della materia prima fresca e mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche dei gamberi evidenziando caratteristiche promettenti per l’utilizzo come ingrediente nei mangimi destinati alle maggiori specie ittiche di allevamento.

gambero 2I primi rilevamenti per individuare i siti più idonei per la cattura del gambero rosso della Louisiana sono iniziati nel mese di marzo (2017).
I campionamenti sono proseguiti con cadenza costante nel corso di tutta la primavera, di tutta l’estate e del periodo autunnale dello stesso anno.
I luoghi scelti per il reperimento dei crostacei sono state due aree umide protette della Regione Lazio, comprese entrambe nella convenzione di RAMSAR dal 1971: il Parco Nazionale del Circeo e la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, lì dove è più importante tutelare le specie autoctone.

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I ricercatori dell’IZSAM e del CREA, enti coinvolti nel reperimento e nella caratterizzazione sanitaria e organolettica di questo ingrediente, hanno portato a termine i campionamenti catturando 400 kg di gamberi rossi della Louisiana, corrispondenti a circa 22800 esemplari in appena 5 mesi. Tale quantitativo sarà impiegato per stimare sperimentalmente il valore nutritivo per i pesci della farina ottenuta dalla sua trasformazione e per individuarne i livelli di inclusione più sostenibili nella dieta delle specie target del progetto : trota, spigola e orata.

 

Parallelamente alle attività di prelievo sono state condotte analisi di tipo sanitario-ispettivo presso l’IZSAM di Teramo e analisi di tipo nutrizionale nei laboratori della sede di Monterotondo del CREA. I risultati di tali analisi hanno mostrato come questo ingrediente innovativo risponda tanto alle esigenze di sicurezza alimentare che a quelle di tipo mangimistico che il progetto SUSHIN prevede.

Qui l'articolo pubblicato sul sito di IZSAM.

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L’IZS dell’Abruzzo e del Molise è partner del progetto multidisciplinare SUSHIN il cui obiettivo è aumentare la produttività degli allevamenti di pesce italiani in maniera sostenibile ed economica, salvaguardando la qualità e la sicurezza alimentare del prodotto ittico. SUSHIN è finanziato da Ager (www.progettoager.it), un progetto di ricerca agroalimentare promosso e sostenuto da un gruppo di Fondazioni bancarie, che mette al centro le produzioni italiane d’eccellenza puntando al miglioramento dei processi e allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia.

Una delle prime azioni messe in atto dalle unità operative della cordata di Enti di Ricerca e Università coordinate dall’ateneo di Udine, è il reperimento di nuove materie prime per la formulazione di mangimi da acquacoltura che rispondono anche a esigenze di sostenibilità ambientale. Nel mese di aprile i ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e del Centro del CREA di Produzioni Animali e Miglioramento Genetico di Monterotondo hanno eseguito i primi campionamenti sul campo mirati alla raccolta del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), identificato come uno dei quattro possibili ingredienti per i mangimi da acquacoltura da testare su specie allevate quali spigola, orata e trota iridea.

Assicurare la qualità dei prodotti ittici allevati grazie a mangimi alternativi alla farina di pesce, che migliorano la sostenibilità ambientale della produzione. È questo il principale obiettivo del progetto SUSHIN, finanziato da Ager nel settore Acquacoltura con un contributo di 716mila euro, e ufficialmente partito da qualche mese. I ricercatori lavoreranno, nei prossimi tre anni, per mettere a punto alimenti per i pesci a base di insetti, microalghe, sottoprodotti della macellazione avicola e di crostacei: mangimi in grado di ridurre lo sfruttamento di risorse naturali, senza intaccare la qualità del prodotto ittico. Un traguardo importante, considerando che l’acquacoltura intensiva è destinata a crescere a livello globale e con essa la richiesta di cibo per i pesci, che nel 2025 è stimata in 87 milioni di tonnellate.

E’ possibile ridurre l’utilizzo di farine e oli di pesce utilizzati in acquacoltura, salvaguardando ambiente, produzione e qualità del pesce allevato? A dare una risposta decisamente affermativa sono i ricercatori del progetto SUSHIN (SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients) che si concentreranno sullo studio di nuovi ingredienti per l’alimentazione di trota, branzino e orata.