Il ruolo delle microalghe in acquacoltura riveste un interesse rilevante per la loro cpacità di tamponare gli effetti negativi della sostituzione delle farine (e degli oli) di pesce nei mangimi. Tuttavia, l’inclusione delle microalghe nei mangimi produce effetti controversi sulle prestazioni zootecniche. 

I sottoprodotti della lavorazione pollame (PBM) e la farina di prepupae di Hermetia illucens (HM) sono fonti proteiche alternative promettenti per i mangimi destinati all’acquacoltura, essendo appetibili, nutrienti e/o convenienti, oltre a essere potenzialmente utilizzabili nell’ottica di un’economia circolare. Nell’ambito del progetto SUSHIN sono state testate più formulazioni contenenti farine di PBM ed HM, singolarmente o in miscela, per sostituire parzialmente le fonti proteiche convenzionali, quali farina di pesce e di soia. Lo studio recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Aquaculture “Is it possible to cut down fishmeal and soybean meal use in aquafeed limiting the negative effects on rainbow trout (Oncorhynchus mykiss) fillet quality and consumer acceptance?” (doi 10.1016/j.aquaculture.2021.736996) è frutto del lavoro dei giovani ricercatori di UNIFI Leonardo Bruni, Giulia Secci, Yara Husein e Adja Cristina Lira de Medeiros che, grazie al supporto del Dott. Filippo Faccenda (FEM) e alla supervisione della Prof.ssa Giuliana Parisi hanno presentato i dati della caratterizzazione della qualità dei filetti di trota, valutandoli un un’ottica a 360°.

 

Gli ingredienti di origine animale, in particolare marini, quali farine ed oli di pesce, sono sempre meno utilizzati nei mangimi per l’acquacoltura, sostituiti, ormai quasi del tutto nel caso dei salmonidi, da ingredienti di origine vegetale, spesso con effetti negativi sulla crescita, il benessere animale e la pigmentazione delle carni. Quest’ultimo aspetto assume una particolare rilevanza nel caso dei salmonidi, per i quali la colorazione rosa-rossastra dei filetti è un fattore determinante nel guidare le scelte dei consumatori e i prezzi del mercato. Al momento, sono i pigmenti di origine artificiale ad essere inclusi nei mangimi per ottenere la cosiddetta “salmonatura” delle carni di trota iridea. Tuttavia, c’è un crescente interesse per fonti naturali di carotenoidi, sia per ridurre i costi di produzione che per rispondere all’esigenza dei consumatori, sempre più scettici verso i composti di sintesi della filiera agroalimentare.
Il convegno finale del progetto Fine Feed For Fish - 4F, patrocinato dall'Ordine Nazionale dei Biologie e dall'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Milano, si è tenuto con successo il 29 e 30 Aprile 2021, vedendo il coinvolgimento di partecipanti provenienti dal mondo accademico e dai settori industriali dedicati alla mangimistica e all'acquacoltura.
Durante tale occasione di divulgazione scientifica, i partners di progetto hanno avuto la possibilità di presentare i risultati ottenuti dalle attività di ricerca condotte durante il triennio.
Grazie all'unione di expertise di differenti gruppi di ricerca, 4F si è dedicato alla messa a punto di diete ottimizzate per branzino e trota basate sull’apporto di aminoacidi essenziali e di taurina, quindi l’inclusione di fonti proteiche non convenzionali con lo scopo di migliorare lo stato sanitario, la crescita e la qualità del pesce e di ridurre costi di produzione e l’impatto ambientale.
 
I materiali presentati dai relatori sono disponibili di seguito:
 
29 Aprile - Nuove formulazioni mangimistiche per l’acquacoltura
 
 
30 Aprile - Qualità e sostenibilità economica del pesce allevato
 
 
 
 

L’acquacoltura, ad oggi, rappresenta uno dei settori della zootecnia in maggiore espansione. La ricerca gioca quindi un ruolo chiave nel promuovere produzione, qualità del prodotto ittico, benessere animale e sostenibilità. In questa direzione l’impiego di tecniche analitiche sempre più sofisticate permette oggi di acquisire informazioni estremamente dettagliate al fine di meglio comprendere le risposte fisiologiche dei pesci allevati.

 
Presentata in occasione dell'evento finale del progetto Fine Feed For Fish - 4F, la "Guida per gli acquacoltori e per il settore mangimistico" racchiude una sintesi dei più significativi risultati ottenuti dalle attività di ricerca svolte dal progetto.
Il documento si articola in 4 sezioni:
  • Identificazione di nuove fonti proteiche alternative alla farina di pesce
  • Studio degli effetti di integratori proteici e calorici
  • Valutazione degli effetti delle nuove diete sulla qualità nutrizionale e benessere del pesce allevato
  • Valutazione bioeconomica e ambientale dell’intero processo produttivo, supportando il comparto ittico nell’adozione di soluzioni ecocompatibili ed economicamente vantaggiose

Grazie all'esempio concreto del progetto 4F, obiettivo del documento è quello di incoraggiare potenziali acquacoltori e produttori di mangimi ad adottare formulazioni ambientalmente ed economicamente sostenibili, ponendo sempre più attenzione alla salute e al benessere delle specie ittiche allevate. 

E' possibile scaricare la guida completa qui

L'articolo, pubblicato su Animals da un gruppo di ricercatori di Università Politecnica delle Marche, Università di Udine e CREA, nell'ambito del progetto Ager 2 - SUSHIN, illustra i risultati dei test sulle formulazioni sperimentali su orata. I mangimi sperimentali prevedono la sostituzione, con percentuali diverse, della componente proteica attualmente presente nei mangimi comunemente impiegati in acquacoltura, di origine ormai prevalentemente vegetale, con mix di larve di mosca soldato (H. illucens) e scarti di macellazione avicola.
 

I team di ricerca di UniUD, ISPRA, CREA, UniFI e IZSAM hanno portato a termine con successo le prove di alimentazione negli allevamenti di trota, spigola e orata.

Diete innovative, caratterizzate da ingredienti proteici alternativi alle farine di pesce e formulate con farine di insetti e sottoprodotti avicoli, sono state testate a livello sperimentale e poi utilizzate per l’alimentazione di trote, spigole e orate allevate in aziende di acquacoltura.

Il Dottor Leonardo Bruni, addottorato durante il XXXII ciclo del Corso di Dottorato in Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Firenze, ha concluso il percorso di tre anni discutendo una tesi dal titolo “Innovative protein sources in feed for salmonids: Effects on lipid metabolism, gut microbiota and fillet quality”. L’elaborato è stato premiato dall’Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici (Assalzoo) per aver portato un effettivo contributo alla nutrizione animale e alla mangimistica.

La presenza di una colorazione gialla in corrispondenza dell'opercolo e della mascherina frontale di orata viene di norma associata ad una migliore qualità del prodotto ittico allevato. Quali possono essere gli effetti di ingredienti convenzionali, come le farine vegetali, o innovativi, come quelli studiati dal progetto SUSHIN, che mirano a sostituire le proteine della farina di pesce, sulla pigmentazione dei pesci?