Giulia Secci, Giuliana Parisi

Università di Firenze, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA)

Il pesce è un alimento estremamente gradito al consumatore italiano ed è tenuto in grande considerazione sia come “proteina nobile” che come fonte di grassi importanti quali quelli della serie omega-3, come emerso da un primo questionario condotto dal team di ricerca dell’Università di Firenze nell’ambito del progetto SUSHIN. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ne consiglia il consumo per assumere due acidi grassi della serie omega-3 che sono fondamentali per il nostro organismo, l’EPA e il DHA. Questi due acidi grassi, che il pesce accumula nel tessuto muscolare, negli ultimi decenni sono diminuiti soprattutto nelle carni dei pesci allevati a causa della drastica riduzione delle farine e dell’olio di pesce nella loro dieta.

La Commissione per la Pesca del Parlamento europeo ha approvato una risoluzione nella quale si riafferma l'importanza dell'acquacoltura e chiede alla Commissione di adeguare la legislazione relativa a questa tipologia di aziende agricole e di regolamentare in modo unificato i requisiti di qualità per i prodotti europei e per quelli importati.
La presenza costante del pesce nella dieta potrebbe aiutare a prevenire la malattia di Parkinson (e non solo)
Le mamme dovrebbero dare il pesce ai bambini fin da piccoli, così migliorerebbero il loro sonno e li renderebbero più intelligenti.
Della grande varietà di specie ittiche destinate al consumo umano che si trovano allo stato selvatico e di cui la pesca rifornisce i mercati, l'acquacoltura ci offre una selezione piuttosto limitata (circa 250 specie secondo la FAO).
Un interessante articolo pubblicato sul magazine dell’Unione Europea mette in evidenza come i metodi di itticoltura tradizionale siano diventati insostenibili: il mercato chiede infatti a gran voce un’innovazione nel settore basata sull’uso di mangimi alternativi a quelli finora impiegati che diano un apporto bilanciato di nutrienti.
Pesce da acqualcoltura sostenibile: ricco di omega-3 a lunga catena. I ricercatori dell'Università di Almería confermano con una recente ricerca i risultati dei numerosi studi precedenti disponibili in letteratura, circa i molteplici benefici per la salute umana derivanti dall'azione congiunta di due tipi di acidi grassi omega-3, precisamente acido eicosapentaenoico (EPA), ed acido docosaesaenoico, (DHA). 

La sostenibilità dell’allevamento ittico, in termini di rapporto di massa tra quantità di pescato consumato/quantità di pesce prodotto dall’acquacoltura (Fish-In/Fish-Out o FiFo), rappresenta un aspetto cruciale per l’acquacoltura moderna.